Iscriviti al sito Pro Loco Arbus e scegli le news da ricevere direttamente via e-mail

Seguici sui social: Seguici su Facebook   Seguici su Twitter   Seguici su Google+

Capo Pecora. Finis Terrae

Forum: 

I piaceri semplici sono l’ultimo rifugio della gente complessa. (Oscar Wilde)

Cammini in un lacerto di terra accarezzato dal vento di maestrale e dal mare; volgi mente, cuore e passi in direzione Sud. Ti appare uno dei tesori dello scrigno del territorio arburese: un immenso forziere, ricco, prodigo ed inesausto, nel dispensare le sue floride bellezze. Capo pecora, come un miraggio, come una fata morgana tentatrice, è lì da secoli ad aspettare il visitatore più sensibile alle sue sinuosità, quasi femminili, dove la terra curva, dove il mare racconta di altre genti che hanno, in comune con noi, le libere onde e il profumo unico del sale marino, là dove l’orizzonte si mischia col cielo alto.

Qui dove la terra sembra finire, una sorta di suggestivo “finis terrae”; ultimo brivido sulla pelle riarsa, prima della celebrazione del connubio con le acque trasparenti, di questo tratto di mare fiero ed indomito. Capo Pecora si rivela così, con la lentezza e pigrizia di un demone meridiano; sembra una lucertola stesa al sole da sempre, con il suo profilo scabro e la malia seducente dei sogni febbricitanti. Capo Pecora: sottile lembo di terra arata dal carro del sole cocente; rocce antropomorfe che covano e schiudono uova preistoriche di dinosauri dormienti.

Tutto intorno, una pace che sconfina nell’eternità del tempo che gioca ad aspettare, superbo del fatto che in fondo è l’unico a potersi concedere il lusso di un’attesa indefinita. Si aprono improvvisi sentieri visibili ed invisibili; vestigia archeologiche di chissà quali epoche, confortano la ricerca consapevole quanto l’incespicare per caso dei camminatori solitari.

Da qualche parte, in questa corda tesa di terra asciutta, c’e un rudere, una vera casa dei sogni, per chi coltivasse il gusto o il progetto di una vita romita. E’ solo una casa di pietre in rovina, ma un giorno mi piacerebbe fermarmi qui ad invecchiare, come un vino dentro una botte di rovere. Qui stanno le vertiginose colonne d’Ercole del nostro territorio, qui, chiunque, può coltivare un sogno o partorire un’utopia.

Arriva silenziosa la notte, soffia un vento insolitamente gentile, e tutto questo splendore viene ingioiellato dalla Luna, attenta scrutatrice dei tuoi passi, dei tuoi silenzi e della tua anima assorta. Una luna capace di leggerti le carte o predire il destino, come una vecchia zingara che abbia già visto e sentito tutto.

William Collu

Aggiungi un commento

Filtered HTML

  • Elementi HTML permessi: <p> <div> <b> <i> <table> <tbody> <tr> <td> <th> <em> <strong> <cite> <blockquote> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <h1> <h2> <h3> <h4>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
To prevent automated spam submissions leave this field empty.
CAPTCHA
Reinserisci il codice per verificare che sia un umano e non un programma
Image CAPTCHA
Enter the characters shown in the image.