Testimonianze nuragiche e prenuragiche

Le testimonianze protostoriche dell'era nuragica e prenuragica sono numerose nel vasto territorio dell'arburese.

Di recente scoperta è lo scheletro più antico del mediterraneo, con un'età di oltre 9000 anni, rinvenuto nel sito archeologico di Su Pistoccu, fra la spiaggia di Portu Maga e di Piscinas. Questo scheletro, chiamato Amsicora, va ad accompagnarsi ad Amanda e Beniamino, trovati nello stesso sito insieme a scheletri di Prolagus ed oggi custoditi a Cagliari.

Anche da un punto di vista architettonico questo periodo ci regala numerose tracce con nuraghe fino a 4 torri distribuiti nei 26.176 ettari del territorio comunale. Fra i nuraghe presenti nell'arburese citiamo prima Cugui, nuraghe a tre torri poco fuori dal centro abitato, ed il nuraghe di Narocci, vicino a Scivu, con ben 4 torri, a cui si aggiungono il Nuraghe Is Cabis, Nuraghe Fruca, il Nuraghe Priogosu, il Nuraghe Punta Nicolau ed il Nuraghe Donigalla.

Altre testimonianze arrivate fino a noi sono le tombe dei giganti, con quella di Bruncu Espis, in località funtanazza e quelle di Capo Pecora dove, in località Manago, si trova anche un pozzo sacro. Sempre parlando di Tombe dei giganti è doveroso citare la Tomba dei Giganti di San Cosimo, in territorio di Gonnosfanadiga, raggiungibile da Arbus in circa 5 minuti. Quest'ultima tomba è la più grande della Sardegna.