Ingurtosu - Storia del Villaggio minerario di Ingurtosu

a cura della dott.ssa Carla Lampis

In prossimità della valle de “Is Animas”, lungo la SP 66, sorge l’affascinante villaggio minerario di Ingurtosu. La scoperta del giacimento minerario di Gennamari, intorno al 1830, portò ad una accelerazione delle attività estrattive, programmate inizialmente dagli imprenditori genovesi Marco e Luigi Calvo che nel 1853 costituirono la Società Mineralogica di Gennamari per poi cedere la concessione alla Societé Civile des Mines d’Ingurtosu et Gennamari, società appositamente costituitasi a Parigi, nel 1857. Il primo Presidente del Consiglio di Amministrazione della neonata società fu il tedesco ing. Bornemann.

Gli edifici ubicati in prossimità dell’attuale Piazza Cantina, costituiscono il nucleo storico del villaggio minerario di Ingurtosu, vennero infatti costruiti tra il 1870 e il 1880 quando entrò in esercizio il primo pozzo di estrazione: “Pozzo Ingurtosu”, situato lungo il filone omonimo ed azionato da una macchina a colonna d’acqua. Negli stessi anni si dette inizio alla costruzione del palazzo della Direzione, che, per l’imponenza della struttura, era chiamato “il castello”. Costruito in puro granito Arburese, riproduce in pieno stile bavarese il regio maniero di Wartburg ad Eisenach.

Negli ultimi decenni del XIX secolo, si andava costituendo quel grande centro minerario che diventerà, agli inizi del XX secolo, uno dei più grandi della Sardegna. Immerso nei boschi sempre di proprietà della Società francese, il complesso minerario si divideva in due zone: a monte, il villaggio e i cantieri di Casargiu; a valle gli impianti di Bau. Nel 1898 nuovi saggi rilevarono la presenza di un altro corpo filoniano di maggiori dimensioni rispetto a quello sfruttato sino a quel momento: questa scoperta sancì la fine della gestione francese. L’unico modo per poter sfruttare le nuove risorse fu quello di vendere, nel 1899, gran parte del pacchetto azionario ad una società inglese: la Società di Pertusola. L’avvento della nuova gestione portò ad una nuova era per quanto riguarda il livello produttivo della miniera, con adeguamenti all’avanguardia (laveria Brassey a Naracauli, 1900) e per l’ampliamento del villaggio operaio. Queste migliorie sono quasi del tutto ascrivibili alla personalità di Lord Thomas Alnutt Brassey.

Nel 1889 venne istituita la scuola elementare del villaggio minerario di Ingurtosu; nel 1902 fu costruito un nuovo ospedale che andava a sostituire l’infermeria esistente sin dalla costruzione delle prime unità abitative. Intorno ai primi del ‘900 vennero istituiti numerosi servizi per migliorare la vita dei minatori e delle loro famiglie: la sala argano del Pozzo Ingurtosu divenne un ufficio postale, venne costituita la cantina, la tabaccheria, l’edicola, negozi, un ufficio comunale e la caserma dei carabinieri. A partire dal 1913, fu necessario espandere il villaggio minerario di Ingurtosu con la costruzione di nuove case per gli operai, che a questa data raggiunsero il numero di 108 gruppi isolati, per complessivi 928 vani. Queste abitazioni vennero costruite nei punti più salubri e nelle vicinanze dei cantieri. L'anno seguente cominciarono i lavori per la realizzazione della Chiesa di Santa Barbara, voluta da Lord Brassey per migliorare le condizioni morali e sociali degli operai della miniera. Si vennero così a formare sette borghi distribuiti lungo tutta la valle Is Animas: Casargiu, Bau, Gennamari, Pitzinurri, Ingurtosu, Pireddu e Naracauli, tutti collegati tra loro da strade.

Il 12 novembre 1919, una carrozza pubblica travolgeva in Westminster a Londra Lord Brassey che pochi giorni dopo, soccombeva in seguito alle ferite riportate. La morte di Brassey segnò la fine di un’epoca florida e illuminata sia per quanto riguarda la gestione della miniera che per la strutturazione del villaggio operaio di Ingurtosu. Il pacchetto azionario di Brassey venne in toto acquisito dalla Società Pertusola che si caricò di una pesante eredità sia per via della vastità, sia per la complessità del patrimonio immobiliare e sociale.

Nel 1940 scoppiava la seconda guerra mondiale e la miniera dovette sopravvivere fino alla fine del conflitto. Agli inizi degli anni ‘50 si registrava una popolazione di 1.595 abitanti (131 a Gennamari, 428 a Ingurtosu, 305 a Naracauli, 235 a Pireddu, 380 a Pitzinuri e 84 a Casargiu). Nel 1952, poco distante dall'ospedale, nasceva in Ingurtosu l'asilo infantile intitolato alla memoria di Madelaine Lheraud, consorte del Presidente della "Società di Pertusola". La Società si impegnò nella modernizzazione delle strutture, nella costruzione di vie di comunicazione tra i vari siti delle miniere e i paesi limitrofi, nel potenziamento dei mezzi di comunicazione (aumentò il numero delle corse delle corriere), furono istituiti servizi di mensa, strutture per il riposo e il passatempo. Nel centro di Ingurtosu furono edificate nuove e moderne costruzioni: un palazzetto per il circolo degli impiegati arricchito dal salone per le feste, sale giochi e mensa con alloggi ai piani superiori; sorsero foresterie, il cinema, circoli ricreativi e campi sportivi.

Negli anni ’50 entrò in crisi il settore minerario in Sardegna. La miniera di Ingurtosu cessa l’attività di estrazione mineraria nel 1965, la maggior parte dei tetti delle abitazioni vengono sfondati, gli edifici diventano ruderi e Ingurtosu diventa un villaggio fantasma. Verso la fine degli anni ‘70 il Parlamento assegna la pesante eredità del settore metallurgico all’ENI, col compito di riorganizzarlo e risanarlo ma non riuscendo nell’impresa, molte miniere vengono scorporate e affidate alla SIM, affiliandola all’Agip S.p.a. In questi anni vennero portati avanti studi e progetti che volevano essere qualificanti ed innovativi, volti alla valorizzazione dei connotati storici ed ambientali del villaggio di Ingurtosu, attraverso delle iniziative miranti alla conservazione delle peculiarità esistenti per consentirne una fruizione intelligente e di alto valore sociale.

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